Paola Marone ha partecipato all’evento organizzato dal Rotary Club Napoli Sud Ovest sul tema “Albergo dei Poveri: storia dei restauri e prospettive”
Data:
11 Giugno 2026
Lunedì 8 giugno il Rotary Club Napoli Sud Ovest ha organizzato un evento sul tema “Albergo dei Poveri: storia dei restauri e prospettive”. Dopo il saluto del presidente Fulvio Manzo e del PDG Ugo Oliviero, la past president Paola Marone ha introdotto la relatrice arch. Francesca Brancaccio.
L’Albergo dei Poveri – Napoli, è un monumentale edificio settecentesco situato in piazza Carlo III, voluto da Carlo di Borbone e progettato da Ferdinando Fuga a partire dal 1751, per dare lavoro ai poveri del Regno. Con i suoi 103.000 m² è uno degli edifici più grandi d’Europa. La facciata lunga oltre 350 metri è in stile neoclassico . Non fu mai completato del tutto e ha avuto vari usi: ospizio, reclusorio, scuola. Oggi è in corso di restauro , con fondi PNRR, e la direzione lavori e’ affidata alla nostra ospite arch Francesca Brancaccio. E’ sede , nelle aree aperte al pubblico, di mostre, eventi e uffici. È candidato UNESCO.
L’architetto Francesca Brancaccio è una professionista italiana di fama internazionale specializzata nel restauro conservativo, nel consolidamento strutturale e nella valorizzazione di edifici monumentali e siti archeologici.Forte di una solida formazione accademica – con una laurea ed una specializzazione conseguite presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e un dottorato di ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica ottenuto al Politecnico di Torino – ricopre il ruolo di CEO e Direttore Tecnico di B5 Engineering S.r.l.. Questa nota società d’ingegneria e architettura con sede a Napoli, fondata insieme all’ingegnere strutturista Ugo Brancaccio, rappresenta una delle principali realtà del settore operanti nel settore del restauro sia sul territorio italiano che nello scenario europeo ed extra-europeo.
È membro del comitato scientifico del Ministero della Cultura Francese per il restauro della Cattedrale di Saint Denis.
Lavori e progetti principali in Italia
L’attività di Francesca Brancaccio in Italia si concentra su alcuni dei patrimoni storici e archeologici più iconici al mondo, spesso legati a interventi di elevata complessità tecnica:
Il Colosseo (Roma): Ha curato la progettazione delle importanti opere di restauro e valorizzazione dell’Anfiteatro Flavio, un intervento di risonanza mondiale finanziato dal gruppo Tod’s.
Sito Archeologico di Pompei: È stata impegnata nella progettazione del restauro e della messa in sicurezza di aree nevralgiche degli scavi, tra cui l’Insula dei Casti Amanti e le Terme del Foro. In contesto archeologico ha lavorato anche a Ostia Antica, Ercolano, Villa Adriana, Campi Flegrei, Appia Antica.
Real Albergo dei Poveri (Napoli): Ha firmato studi, progetti e workshop per il recupero e la rifunzionalizzazione culturale di questa colossale struttura settecentesca. Ora è Direttore dei Lavori dei lotti ad oggi progettati.
Piano del Colore di Acerra (Napoli): Ha guidato il progetto di riqualificazione urbana partendo dall’area del Castello Baronale e coordinando il decoro estetico delle facciate storiche del centro cittadino.
Progetti internazionali ed all’estero
All’estero, l’architetto Brancaccio ha esportato il modello d’eccellenza del “Restauro Made in Italy” applicando metodologie diagnostiche all’avanguardia su monumenti di epoche differenti:Tempio di Giove (Libano): Intervento di consulenza, rilievo strutturale e restauro all’interno del celebre complesso archeologico di Baalbek.Parco Archeologico di Bylis (Albania): Progetti di conservazione e valorizzazione delle antiche rovine e delle strutture difensive del sito illirico-romano.Castello di Sedan (Francia): Interventi di studio e consolidamento della gigantesca fortezza medievale, considerata tra i castelli fortificati più grandi d’Europa.
Approccio metodologico
L’opera di Francesca Brancaccio si distingue per una filosofia che considera il cantiere di restauro come un “luogo di dialettica e integrazione interdisciplinare”. Il suo approccio unisce l’uso di tecnologie moderne (come la digitalizzazione BIM applicata ai beni storici) minimo intervento e rispetto nei confronti della preesistenza. Promuove attivamente il dialogo tra l’efficienza energetica, l’adeguamento al comfort contemporaneo e la salvaguardia assoluta dei valori materici e storici del monumento.
Ultimo aggiornamento
11 Giugno 2026, 11:50
GRUPPO MARONE 



